Il responsabile dell’area medica sarà ancora Luca Bertoli, coadiuvato dal medico sociale Marco Rossolini, mentre il fisioterapista Ricky Ronzoni seguirà costantemente la squadra

Anche lo staff medico della WiMORE Parma è pronto per affrontare il campionato nazionale di Serie A3 Credem Banca, al via tra poco meno di due settimane. A comporre il team sanitario ci saranno il responsabile dell’area medica Luca Bertoli, il fisioterapista Ricky Ronzoni e il medico sociale Marco Rossolini che avranno il compito di curare e gestire qualsiasi genere di acciacco dei giocatori della prima squadra. E per la terza stagione di fila proseguirà la collaborazione con il centro di riabilitazione e terapia manuale FisioOneCare di Parma, particolarmente attivo nel mondo dello sport e della pallavolo e di cui fa parte Bertoli, classe ’74, già all’interno dello staff nelle due precedenti avventure in B. “E’ il terzo anno consecutivo che affianchiamo la realtà di Parma, speriamo di lavorare il meno possibile -sorride- l’impegno è tanto, abbiamo un fisioterapista, Ricky Ronzoni, che vive a stretto contatto con la squadra, io mi metto a disposizione in qualsiasi momento nel caso sorgesse un problema che va gestito in maniera extra. Nella medicina sportiva l’importante è la precocità, se un giocatore ha un sintomo o un disturbo bisogna capire nel modo più veloce possibile quale sia la causa per poter intervenire subito. Credo che una diagnosi precoce debba essere fondamentale”. Proviene, invece, dalla Conad Volley Tricolore Reggio Emilia, con la quale pochi mesi fa centrò la doppietta campionato-Coppa Italia in Serie A2, il nuovo fisioterapista Ronzoni, classe ’92, presente a tutti gli allenamenti e alle partite dei gialloblù. “Ho trascorso un’annata incredibile, quella dello scorso anno resta una grande esperienza e sono contento che il ds Grossi mi abbia chiamato per questo progetto. E’ una sorta di anno zero, cerchiamo di portare il più possibile professionalità e risultati. Il fisioterapista è il quindicesimo giocatore, il quarto allenatore ma mi definisco più il “portinaio” della squadra perché tutti parlano e si confidano con me. Quello che più mi piace del mio lavoro è essere all’interno dello spogliatoio per assicurare dei benefici, quando risolvi le problematiche fisiche di un atleta e lo vedi poi in campo la domenica è una grossa soddisfazione personale”.